Le malattie sessualmente trasmissibili

Il sesso è una delle componenti fondamentali della nostra vita e la motivazione principale del senso stesso della vita: la continuazione della specie, come per qualsiasi essere vivente. A differenza degli animali che si accoppiano solo in funzione di questo, l’essere umano è capace di riempire si altri significati l’atto sessuale, unendo all’atto fisico il sentimento, ad esempio, oppure il semplice soddisfacimento di un piacere.

Ad esempio, l’essere umano sperimenta situazioni sessuali che non si ritrovano in altre specie animali come l’amore di gruppo.

A questo proposito da un’indagine recente è emerso che il sesso a tre non è una prerogativa di piacere maschile ma le donne, forse anche un po’ inaspettatamente, sono coloro che in maggioranza lo desiderano anche se tale desiderio è spesso represso in nome di un sentimento morale che frena l’attuazione del desiderio.

Il sesso non è soltanto piacere ma porta con se anche dei rischi per la salute: le infezioni meglio conosciute come Malattie Sessualmente Trasmissibili o MST. Certamente alcune pratiche aumentano il rischio di contrarre un’infezione come il sesso orale ed anale ma anche nel più classico sesso le infezioni sono sempre possibili.

Le più comuni Malattie Sessualmente Trasmissibili

Tra le più comuni e diffuse troviamo l’infezione da Candida, particolarmente tra i giovani. Questo fungo è normalmente presente nelle mucose ma la sua presenza non è un problema fino a quando a causa dell’instaurarsi di particolari condizioni, comincia a proliferare oltre il dovuto.

Terapie antibiotiche, a base di cortisone, la gravidanza, un calo delle difese immunitarie sono le cause più frequenti che scatenano la proliferazione della Candida. Il contagio avviene per contatto con biancheria intima infetta, WC infetti, il contatto con la sabbia infetta ma anche per autocontagio per contiguità anale della vagina.

L’uomo viene contagiato dalla donna attraverso il rapporto sessuale e può così trasmettere il contagio ad altre donne. I sintomi nella donna consistono in prurito, perdite biancastre e maleodoranti, bruciore intimo e dolore nei rapporti mentre nell’uomo resta spesso asintomatica o al massimo con prurito ed irritazione al glande. La diagnosi spetta al medico che può avvalersi anche di esami microbiologici; terapia con antimicotici locali e/o orali. Ovviamente il trattamento a esteso anche al partner per evitare l’infezione di rimbalzo.

La Vaginosi batterica

Si tratta di un’infezione sostenuta da batteri nell’ambiente vaginale provocata da molti batteri diversi. Anche in questo caso parliamo di batteri che vivono normalmente nella vagina ma che ad un certo punto incrementano in modo abnorme il loro numero creando l’infezione, grazie a condizioni che favoriscono questo meccanismo.

Quasi sempre l’insorgenza di queste malattie hanno come sfondo un’alterazione del Ph vaginale che si sposta troppo verso l’alcalinità, spesso per via di un’igiene intima non ottimale. Ovviamente l’infezione può insorgere anche per contatto con persone infette.

Circa il 50% delle donne con una vaginosi non presentano sintomi particolari mentre la restante parte constata perdite grigiastre maleodoranti di pesce cui si associano irritazione ed infiammazione della vulva e della vagina che possono portare facilmente anche a dolore durante i rapporti. Anche in questo caso, naturalmente, sarà il medico a diagnosticarla e prescrivere la terapia antibiotica più adatta.

Le complicazioni non sono frequenti, tuttavia hanno la potenzialità di portare a danni permanenti all’apparato riproduttivo anche con sterilità. Le vaginosi batteriche spesso aprono la strada a infezioni secondarie, tra cui la Chlamydia, la gonorrea e anche all’attività del virus dell’AIDS.

Chiaramente alcuni comportamenti ed abitudini sessuali possono favorire l’insorgenza di Malattie Sessualmente Trasmissibili e tra queste non si deve sottovalutare la presenza di batteri e funghi nel cavo orale che possono essere trasmessi durante la pratica del sesso orale, come in quella del sesso anale per la presenza nell’intestino di numerosi batteri che non sono tipici dell’apparato riproduttivo e che possono svilupparsi in quest’ultimo in maniera rapida e incontrollata.

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