Scegliere un conto corrente, impresa tutt’altro che semplice

By | 9 Luglio 2019
Scegliere un conto corrente

Passano gli anni, cambiano le mode e gli stili di vita. E anche in ambito finanziario, è mutato radicalmente il modus operandi negli ultimi trent’anni: le urla degli operatori di borsa, in passato traslate frequentemente anche in ambito cinematografico, sono ormai solo un lontano ricordo dei tempi che furono, letteralmente schiacciate dell’uso sfrenato della tecnologia, attuale regina delle operazioni finanziarie. Qualcosa, però, lega ancora il mondo finanziario col proprio passato: il conto corrente.

On-line o allo sportello: quale conto scegliere?

Elemento basico nel mondo del risparmio, tramite esso vengono regolate la quasi totalità delle operazioni bancarie, dall’accredito dello stipendio fino alle operazioni di compravendita sui mercati finanziari. Ogni comune cittadino, di fatto, non può farne a meno: acquistare al supermercato, ordinare qualche bene on-line, trasferire somme tramite bonifico, operazioni ormai date per semplici e scontate ma che senza l’apertura di un conto corrente sono di complessa concretizzazione.

Il primo approccio di qualunque individuo al mondo del risparmio e finanziario resta, e probabilmente resterà sempre, l’apertura di un conto corrente. Anche i giovani del secondo decennio del nuovo millennio sono costretti, spesso loro malgrado, ad aprirne uno per poter ricevere i primi emolumenti o poter accedere al mondo dei pagamenti, reali o virtuali che siano.

Diventa indispensabile, quindi, operare un’accurata scelta del conto da aprire, al fine di individuare quello maggiormente affine alle nostre esigenze. Una decisione non banale: i costi, infatti, variano da istituto di credito a istituto di credito con differenze spesso tangibili, che in termini percentuali, talvolta, arrivano al 200%.

Innanzitutto, la prima scelta da operare è se prediligere un conto corrente on-line oppure rivolgersi ad uno sportello bancario: nel primo caso, i costi, normalmente, risultano inferiori, ma talvolta l’assistenza non viene percepita soddisfacente dal cliente; nel secondo caso, interloquire “faccia a faccia” con un impiegato bancario consente un dialogo più efficace e risolutore, ma l’esborso in termini economici è quasi sempre maggiore rispetto ad un conto virtuale.

Conti correnti a “spese zero”: realtà o specchietto per le allodole? 

Esiste anche la possibilità, per legge, di aprire un conto corrente base, da molti definito, erroneamente, gratuito. Definizione, per l’appunto, non del tutto corretta: l’azzeramento delle spese, infatti, è contemplata solo per un numero assai limitato di operazioni (ad esempio 12 accrediti annui, 6 prelievi allo sportello, etc..), oltre le quali il rapporto rischia di diventare assai costoso; salvo rarissimi casi, quindi, è sconsigliabile aprirlo.

I maggiori istituti di credito del Belpaese, al fine di fidelizzare la clientela, cercano di inserire dei bonus, ovvero degli sconti, al verificarsi di alcune condizioni come – a titolo esemplificativo- l’accredito dello stipendio o l‘erogazione di un prestito, in grado talvolta di ridurre drasticamente le spese mensili del conto corrente.

Un elemento decisamente importante nella scelta, la svolgono gli eventuali costi sostenuti per i servizi collaterali al conto corrente: spesso, le cosiddette offerte a “spese zero” si rivelano un pericolosissimo boomerang per i costi relativi all’emissione di bancomat e carta di credito, oppure per la domiciliazione delle bollette sul conto corrente. Prima di aprire un conto corrente, quindi, è buona norma prendere nota di tutti costi annessi e connessi. E non solo quelle riferiti a generiche voci come “spese di gestione conto” o “canone mensile“.

 

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