Manutenzione caldaie: quali sono le principali regole da rispettare

By | 5 Gennaio 2022

Avete un impianto di riscaldamento? Allora è importantissimo sapere che averne la massima cura è decisamente importante. Da una parte si tratta di un aspetto che non va sottovalutato, per evitare di riscontrare problematiche che impediscano poi in inverno di avere una certa temperatura entro le mura domestiche, ma al contempo anche per ridurre i consumi e, al contempo, per evitare le sanzioni che sono previste dalla legge per chi non rispetta determinati requisiti e standard.

Con l’arrivo della brutta stagione, è chiaro che diventa fondamentale avere una caldaia che funziona alla perfezione. Un impianto che funziona in maniera corretta vuol dire che riesce a limitare in maniera efficace non solamente i consumi, ma anche l’inquinamento e, a fine mese, permette anche di risparmiare un po’. Importante avere sempre dei numeri utili per assistenza caldaie Milano, oppure in qualunque città abitiate, in modo tale da richiedere un intervento urgente in caso di necessità.

Quali sono le norme da seguire

A partire dal mese di aprile del 2013, è entrato in vigore il DPR n. 74, che va a disciplinare tutte quelle verifiche che devono essere portate a termine in riferimento all’efficienza energetica dei vari sistemi di climatizzazione. Quindi, si tratta di controlli che vanno a riguardare non solo le caldaie, ma pure i condizionatori e che sono differenti in confronto alle verifiche che hanno ad oggetto invece la sicurezza di tali sistemi.

Uno dei primi aspetti da accertare è la frequenza con cui devono essere svolti tali controlli. Per quanto riguarda gli impianti domestici che hanno una potenza compresa tra 10 e 100 kW, e che funzionano a combustibile liquido o solido, le verifiche sono richieste ogni due anni. Per quegli impianti domestici dalla potenza che va da 10 fino a 100 kW e che funzionano a gas metano oppure a GPL, i controlli si devono svolgere con una cadenza pari a quattro anni.

Ci sono anche delle eccezioni

Un altro aspetto molto interessante da considerare è che esistono una serie di eccezioni che vanno a disciplinare dei casi differenti rispetto alle situazioni generali. Ad esempio, la frequenza corretta dei controlli può essere anche stabilita dal produttore inferiore a quattro anni per un particolare modello di caldaia. Anche l’installatore può definire una frequenza dei controlli più bassa di tale soglia. Le ispezioni che hanno ad oggetto la sicurezza di questi impianti, invece, sono disciplinate in maniera differente da parte di Comuni e Province che hanno oltre 40 mila abitanti.

Le spese per la manutenzione della caldaia

Questo tipo di attività prevede una spesa che è differente in base all’azienda a cui si affida tale lavoro, ma anche in relazione alla Regione in cui si vive. Nella maggior parte dei casi, però, ha un prezzo che è compreso tra 60 e 80 euro. Per quanto riguarda i controlli sulle emissioni, ecco che si sfora quota 100 euro.

La prima spesa che si dovrà affrontare è quella che si riferisce all’accensione, al collaudo dell’impianto una volta installato e al primo controllo che riguarda i fumi. Si tratta di costi che, spesso e volentieri, sono compresi nel prezzo di acquisto.

Un altro costo può derivare dalla possibilità di ampliare la garanzia, così come l’assistenza programmata. Nella maggior parte dei casi questa opzione può comportare una spesa annua intorno agli 80-100 euro.

Infine, bisogna ribadire come la manutenzione ordinaria della caldaia, ma anche il controllo dell’efficienza energetica, che corrisponde al controllo dei fumi, sono due attività rese obbligatorie da parte della legge attualmente in vigore: se non si è in regola con tali verifiche, il rischio in cui ci si può imbattere è quello di subire delle sanzioni e multe particolarmente salate.