Cotone Massaua: cos’è, vantaggi, utilizzi

By | 14 Novembre 2022
cotone

Il mondo dei tessuti è estremamente vario. Tra i vari prodotti che lo caratterizzano rientra il cotone Massaua, noto per la sua robustezza (di questa peculiarità, parleremo meglio nelle prossime righe). Di cosa si tratta di preciso? Quali sono i suoi vantaggi e quali gli utilizzi che, nel tempo, lo hanno visto protagonista? Scopriamo assieme le risposte a questi interrogativi nelle prossime righe dell’articolo.

Cos’è il cotone Massaua?

Il cotone Massaua è una tipologia di tessuto che porta il nome di una città portuale dell’Eritrea. Il centro in questione era uno dei principali snodi commerciali per il cotone prodotto in Zimbabwe, filato noto per essere coltivato ricorrendo a tecniche naturali.

Nel corso dei secoli, il cotone Massaua è stato utilizzato in diverse situazioni. Tra queste, è possibile includere la realizzazione delle uniformi dei soldati impegnati nelle campagne coloniali in Africa.

La svolta nel suo impiego è arrivata a partire dagli anni ‘50 del secolo scorso. Da allora, infatti, questo tessuto ha cominciato a essere utilizzato nell’ambito dell’abbigliamento da lavoro.

L’esempio di aziende come Euro Hatria s.a.s. è prezioso e dimostra che, oggi come oggi, il cotone a cui sono dedicate queste righe è il punto di partenza per la realizzazione di tute da lavoro, giubbotti, pettorine e altri capi fondamentali per la sicurezza in cantiere e altri contesti produttivi.

Vantaggi

Come già accennato, tra i principali vantaggi del cotone Massaua troviamo al sua robustezza. Questa caratteristica è il motivo per cui, 70 anni fa circa, ha iniziato, ribadiamo, a essere utilizzato come materiale per l’abbigliamento da lavoro.

Il primo esempio di sua applicazione in questo ambito furono le uniformi dei minatori inglesi.

Per amor di precisione, è il caso di rammentare che, sempre negli anni ‘50 del Secolo Breve, il cotone Massaua iniziò a essere usato per la realizzazione di giacche indossate in occasioni diverse dal lavoro. Il tessuto in questione si prestava molto bene alla messa a punto di capi in stile napoletano, capolavori di sartoria caratterizzati dall’assenza di imbottitura a livello delle spalle e dalla presenza di un giromanica disegnato con millimetrica precisione.

I trattamenti

Tornando un attimo all’utilizzo del cotone Massaua nella filiera dell’abbigliamento da lavoro, rammentiamo che il tessuto, per garantire performance ottimali, viene sottoposto a trattamenti mirati. Il più famoso è quello di sanforizzazione. In cosa consiste? Questo processo, che può essere chiamato in causa anche per altre tipologie di cotone, è un trattamento di natura meccanica-fisica che ha come scopo principale la stabilizzazione dell’ordito del tessuto.

La tecnica in questione, brevettata nel lontano 1930, prevede che il tessuto venga inizialmente inumidito tramite l’azione di un manicotto riscaldatore. Il trattamento, che viene effettuato in pezza, ha anche l’obiettivo di incrementare la stabilità dimensionale a seguito dei lavaggi. Si tratta di un aspetto nodale soprattutto nei casi in cui il cotone viene utilizzato per realizzare capi da lavoro, che devono rimanere facilmente indossabili anche dopo diversi passaggi in lavatrice.

In paragone ai capi non sanforizzati, dopo i lavaggi si ha infatti a che fare con accorciamenti praticamente nulli.

Colori

Quando si parla del cotone Massaua, è importante fare riferimento ai colori. Quello più frequente è il blu. Ricordiamo inoltre che, in caso di utilizzo di questo tessuto per le divise da lavoro, i contesti in cui lo si vede con maggior frequenza sono i siti produttivi industriali. Sarebbe infatti difficile fare ricorso ad esso in situazioni dove, per esempio, si manipolano gli alimenti e si ha la necessità di utilizzare abbigliamento chiaro per tenere sotto controllo l’accumulo di sporco e batteri potenzialmente in grado di contaminare il cibo.

In virtù dell’appena ricordata centralità del colore blu, quando si chiama in causa il cotone Massaua si utilizza anche l’appellativo di “denim dell’Africa coloniale”.