Come illuminare l’angolo smartworking

By | 5 Febbraio 2022
lavoro

Negli ultimi due anni, la nostra vita è stata interessata da diversi cambiamenti epocali. Uno dei principali riguarda senza dubbio la diffusione dello smartworking. Fino all’inizio del 2020, erano pochissime le persone con l’abitudine di lavorare da casa e, di riflesso, la necessità di organizzare, in ambito domestico, spazi fisici in grado di favorire la concentrazione e la privacy.

Nel momento in cui si ha la necessità di arredare un angolo smartworking, sono diversi i consigli da tenere in considerazione. Quali sono i più importanti? Scopriamoli assieme nelle prossime righe.

Attenzione alla luce naturale

La luce naturale è oggettivamente fantastica quando si deve lavorare da casa. Fa bene al fisico e alla mente, regalando all’angolo dedicato allo smartworking un’atmosfera a dir poco piacevole. Attenzione, però: quando la si chiama in causa, è necessario parlare anche della giusta moderazione. Troppa luce proveniente dalla finestra può creare un riflesso fastidioso sullo schermo del pc e, a lungo andare, causare affaticamento oculare.

Scegli bene la lampada da scrivania

La lampada da scrivania è una delle regine dell’illuminazione dell’angolo di casa dedicato allo smartworking. Come sceglierla? Il primo aspetto che viene considerato è ovviamente il design, che deve in qualche modo richiamare le peculiarità estetiche del resto della stanza (su e-commerce verticali come animosi.it puoi trovare tantissimi modelli tra cui scegliere). Da non dimenticare è anche la giusta temperatura di colore, che dovrebbe essere neutra. Premettendo il fatto che l’optimum per l’ambiente e il portafoglio prevede il fatto di focalizzarsi su luci a LED ricordiamo, giusto per dare numeri specifici, che è bene orientarsi verso una lampada caratterizzata da una temperatura di colore compresa fra i 3000 e i 4000°K. Perché non è il caso di scegliere una luce calda o fredda? Per un motivo molto semplice: optando per queste soluzioni, si rischia di affaticare la vista.

Focus sulle call

Ah, le call: alzi la mano chi, in questi ultimi due anni, non ne ha fatte almeno due al giorno! Per rendersi conto di come hanno rivoluzionato la nostra quotidianità, è il caso di ricordare l’esistenza del cosiddetto effetto Zoom Boom, ossia una tendenza che vede il sempre più diffuso ricorso a interventi di chirurgia estetica aventi lo scopo di attenuare i difetti del viso che appaiono particolarmente evidenti sullo schermo del computer.

Se si ha la tendenza a fare tante conference call durante le giornate lavorative, è bene evitare di posizionare la postazione di fronte a una finestra. Così facendo, infatti, si rischia di mettere in forte difficoltà i propri interlocutori, spingendoli a fare un eccesivo sforzo visivo.

Viva le strisce a LED

Le strisce a LED sono delle alleate speciali dell’arredamento contemporaneo. Quando le si chiama in causa, è bene ricordare la possibilità di utilizzarle anche per illuminare l’angolo dedicato allo smartworking tra le mura domestiche. Utilizzarle per definire il perimetro dei vari scaffali della libreria può aiutare, per esempio, a creare una piacevole luce diffusa e a dare quel tocco di originalità che ha sempre il suo perché. Provare per credere!

Non dimenticare l’illuminazione d’accento

Passiamo a lavorare la maggior parte delle nostre giornate. Alla luce di ciò, è fondamentale che l’angolo smartworking sia confortevole. Per renderlo tale, si può giocare con diversi dettagli dell’illuminazione. In questo novero è possibile citare l’illuminazione d’accento, ossia quella dedicata agli eventuali quadri appesi alle pareti e alle mensole. Tra le già citate strisce a LED e le applique orientabili, c’è davvero l’imbarazzo della scelta.

Concludiamo ricordando l’importanza di adattare alle varie ore della giornata la luce del computer e di fare delle pause ogni ora per riposare gli occhi. La luce blu, infatti, stanca tantissimo la vista. Se la situazione diventa difficile da gestire da questo punto di vista, la scelta delle luci dell’angolo smartworking può essere impareggiabile, ma si lavorerà comunque male.