La bandiera italiana
Il tricolore italiano fa la sua prima comparsa a Reggio Emilia, quando nel 1797 il Parlamento della Repubblica Cispadana adotta la combinazione dei tre colori come propria Bandiera.
Le tante repubbliche di ispirazione giacobina sorte in epoca napoleonica per contrastare le monarchie assolute, avevano quasi tutte bandiere a tre fasce, di vari colori, ispirate al modello nato con la Rivoluzione Francese. In particolare, quella della Legione Lombarda era bianca, rossa e verde, così come gli stendardi della Legione Italiana, che raccoglieva i soldati dell'Emilia e della Romagna. Da qui, probabilmente, la scelta del bianco, rosso e verde per la bandiera Cispadana.
In questo periodo nascono gli ideali di indipendenza che alimenteranno il Risorgimento e anche la bandiera assume un nuovo significato: non più segno dinastico e militare ma simbolo del popolo e della libertà.
Con la Restaurazione, il vessillo tricolore viene soffocato, ma per gli italiani in lotta continua a essere un emblema di libertà e speranza: è innalzato durante i moti e le rivolte e ispira persino i versi dell’inno di Mameli (“Raccolgaci un'unica bandiera, una speme").
Nel 1848, con la concessione di Costituzioni in tante parti d’Italia, la bandiera diventa il simbolo della riscossa nazionale e Carlo Alberto, annunciando la Prima Guerra d'Indipendenza, dichiara che le sue truppe, per dimostrare il “sentimento dell'unione italiana”, combatteranno con appuntato sull’uniforme lo scudo dei Savoia sovrapposto al tricolore.
Questa resta la bandiera italiana anche dopo la proclamazione dell’unità d’Italia nel 1861 e solo nel 1925 una legge stabilisce l’aspetto del vessillo nazionale, vietandone qualsiasi variante.
La bandiera che sventoliamo oggi nasce invece con la Repubblica. L'Assemblea Costituente la approva il 24 marzo del 1947 e l’articolo 12 della nostra Costituzione la descrive così: "La bandiera della Repubblica è il tricolore italiano: verde, bianco e rosso, a bande verticali e di eguali dimensioni".


