Fare gli Italiani
Una grande mostra che ripercorrerà la nostra storia dall’unità nazionale a oggi. Metteremo in scena i nostri primi 150 anni costruendo un percorso emozionante, attraversando il quale potrete rivivere i momenti virtuosi ma anche quelli di crisi, che hanno reso gli italiani sempre più uniti.
La mostra analizzerà infatti il processo attraverso il quale si sono “fatti gli Italiani”, evidenziando le occasioni di integrazione ma anche quelle di esclusione sociale, tappe fondamentali nel lungo e difficile percorso di acquisizione della cittadinanza. L’allestimento sarà spettacolare, ricco di multimedialità e di esperienze interattive.
Sede:
Officine Grandi Riparazioni, Torino
Periodo di apertura:
Marzo-novembre 2011
Realizzazione:
Città di Torino e Comitato Italia 150 con la collaborazione produttiva del Teatro Stabile di Torino diretto da Mario Martone
Curatori:
Walter Barberis e Giovanni De Luna con il contributo di: Aldo Agosti, Piero Bevilacqua, Paolo Cozzo, Antonio Gibelli, Giovanna Ginex, Nicola Labanca, Salvatore Lupo, Vittorio Marchis, Marco Meriggi, Massimo Negri, Edoardo Novelli, Stefano Pivato, Pier Paolo Poggio, Vanessa Roghi, Simonetta Soldani, Maddalena Tirabassi, Mario Virano
Walter Barberis
È professore ordinario di Metodologia della Ricerca Storica presso l'Università degli Studi di Torino. Ha conseguito il dottorato di ricerca internazionale in Histoire et Civilisation presso l'Ecole des Hautes Etudes en Sciences Sociales di Parigi. Si è occupato di formazione delle classi dirigenti nell'Europa moderna e contemporanea, della cultura di corte e dell'organizzazione militare nel processo di consolidamento dello Stato moderno. Si ricordano in queste direzioni, Le armi del Principe. La tradizione militare sabauda (Einaudi 1988), l'edizione critica del Libro del Cortegiano di Baldassar Castiglione (Einaudi 1998), la cura di Guerra e pace, Annali della storia d'Italia, 18 (Einaudi 2002) e Il bisogno di patria (Einaudi 2004). Ha lavorato lungamente in editoria: è stato Presidente e Amministratore delegato delle Edizioni di Comunità, fondate da Adriano Olivetti, ed è attualmente Consigliere di Amministrazione e Segretario generale della Casa editrice Einaudi.
Giovanni De Luna
Professore ordinario di Storia contemporanea presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università degli Studi di Torino, è autore di fortunate trasmissioni radiofoniche e televisive. Curatore di progetti didattici per le scuole medie e superiori, ha diretto la Storia fotografica della società italiana, 1848-1999, in 20 volumi, Editori Riuniti. Ha pubblicato tra l'altro: L’occhio e l’orecchio dello storico (1993), Donne in oggetto. L'antifascismo nella società italiana (1995), Storia fotografica della Repubblica di Salò (1997); La passione e la ragione. Il mestiere dello storico contemporaneo (2004), Storia del Partito d'Azione (nuova edizione, 2006), L'Italia del Novecento. Le fotografie e la storia (2005-2006), Il corpo del nemico ucciso. Violenza e morte nelle guerre contemporanee (2006) e, nel 2009, Le ragioni di un decennio (1969-1979).
Mario Martone
Ha cominciato a lavorare a Napoli nel 1977, nel clima delle avanguardie di quel periodo, fondando il gruppo “Falso Movimento” e realizzando spettacoli che fondevano gli elementi del teatro, del cinema, della musica e delle arti visive come Tango Glaciale (’82), Il desiderio preso per la coda da Picasso (’85), Ritorno ad Alphaville da Godard (’86), tutti destinati a lunghe tournée internazionali. Dieci anni dopo ha dato vita a “Teatri Uniti”, una compagnia tesa all’incontro tra gli artisti napoletani della nuova generazione, con cui ha realizzato anche i suoi film da indipendente. Il suo primo lungometraggio, Morte di un matematico napoletano, ha vinto il Gran Premio della Giuria a Venezia nel ’92. L’amore molesto (’95), Teatro di guerra (’98) e L’odore del sangue (‘03) sono stati tutti presentati a Cannes. Ha realizzato numerosi documentari e cortometraggi e ha filmato alcuni lavori teatrali tra cui lo spettacolo-manifesto di “Teatri Uniti” Rasoi, su testi di Enzo Moscato. Tra le sue regie: Filottete di Sofocle (’87), Riccardo II di Shakespeare (’93), Terremoto con madre e figlia di Fabrizia Ramondino (’94), I sette contro Tebe di Eschilo (’96), Edipo Re (2000) e Edipo a Colono (’04) di Sofocle, I dieci comandamenti di Raffaele Viviani (2000), L’opera segreta di Enzo Moscato (2005), Falstaff, un laboratorio napoletano da Shakespeare (2007) e, nel repertorio lirico, l’intera trilogia Mozart-Da Ponte al San Carlo di Napoli (da Così fan tutte ripreso anche a Ferrara nel 2000 e 2004 con Claudio Abbado, al Don Giovanni nel 2002, a Nozze di Figaro nel 2006), Lulu di Berg a Palermo (2001), Matilde di Shabran e Torvaldo e Dorliska di Rossini al ROF di Pesaro (2004-2006), Un ballo in maschera di Verdi con Antonio Pappano a Londra (2005), Antigone di Ivan Fedele al Maggio Musicale di Firenze (2007), Falstaff di Verdi a Parigi (2008), Otello di Verdi a Tokyo (2009). Ha ricevuto numerosi premi nei suoi diversi ambiti di lavoro, dai due David di Donatello per il cinema ai Premi della critica teatrale, dal premio Abbiati per l’opera lirica al premio Ubu per il suo impegno nel rinnovamento del Teatro di Roma, istituzione che ha diretto tra il ’99 e il 2000 e dove ha compiuto un lavoro di radicale cambiamento della programmazione, aprendo alle altre arti e alle nuove espressioni sceniche e fondando un teatro, l’India, ricavato da una vecchia fabbrica in disuso sul Lungotevere. Successivamente ha contribuito all’evoluzione del Mercadante come Teatro Stabile di Napoli, facendo parte per tre anni del suo comitato artistico; in questa veste ha realizzato il progetto Petrolio dal romanzo di Pier Paolo Pasolini (2004).
Prepara da alcuni anni il film Noi credevamo, di prossima uscita, ambientato per metà in Piemonte, e nel novembre 2007 viene insignito del premio “Set Torino Piemonte” dalla Film Commission di Torino.
Il 10 dicembre 2007 Mario Martone viene nominato Direttore della Fondazione del Teatro Stabile di Torino.
Direzione artistica e progetto multimediale:
Studio Azzurro
Studio Azzurro
Nel 1982 Fabio Cirifino, Paolo Rosa e Leonardo Sangiorgi hanno iniziato un’esperienza di ricerca artistica che ha esplorato, nel corso degli anni, le possibilità poetiche ed espressive delle nuove culture tecnologiche; a loro si è unito nel 1995 Stefano Roveda. L’attività artistica di Studio Azzurro ha portato alla realizzazione di opere sperimentali di diversa natura come i videoambienti, gli ambienti sensibili e interattivi, i film, le performance teatrali, i percorsi museali, le esposizioni temporanee che insieme disegnano un percorso artistico trasversale alle tradizionali discipline e aperto ai diversi stimoli culturali. Studio Azzurro e’ un gruppo di lavoro che ha mantenuto negli anni una forte unità estetica, una coerenza concettuale e creativa nei diversi progetti di ricerca e che si avvale della collaborazione di tante persone che, per periodi brevi o lunghi, contribuiscono attraverso i propri pensieri e la propria personale sensibilità.
Main Partner:
Intesa Sanpaolo


