Cinquantenario
1911: il Cinquantenario
Per i 50 anni del Regno d’Italia tutte e tre le capitali furono protagoniste di grandiose celebrazioni ed eventi culturali di portata straordinaria per l’epoca.
L’inaugurazione si svolse a Torino il 17 marzo, alla presenza del Ministro delle Finanze Luigi Facta, con una cena di gala offerta ai sindaci di tutti i comuni che facevano parte degli stati sardi.
La celebrazione ufficiale si tenne invece il 27 marzo a Roma, in Campidoglio, alla presenza del Re Vittorio Emanuele III e con un discorso del poeta Giovanni Pascoli.
Torino organizzò un’“Esposizione Internazionale dell’Industria e del Lavoro” e si confermò la capitale produttiva del paese.
L’expo del 1911 venne dopo una lunga serie di esposizioni organizzate nella città - caso unico in Italia - già dall’Ottocento (1829, 1832, 1838, 1844, 1850, 1858, 1884 1898 e 1902).
L’Esposizione, che si estendeva su oltre 1 milione di metri quadrati lungo le sponde del Po, nella zona del Parco del Valentino, coinvolse oltre 20 paesi stranieri, sia europei che extraeuropei. I lavori iniziarono alla fine del 1909 e si conclusero a tempo di record.
La costruzione fu coordinata da architetti torinesi, ma ogni nazione progettò il proprio padiglione.
Quello della Città di Torino copriva 1.400 metri quadrati e illustrava, con grandi mappe e plastici, i più importanti lavori e servizi pubblici realizzati in quel periodo, tra cui l’impianto idroelettrico di Chiomonte.
L’architettura dei padiglioni temporanei risultò spettacolare, così come l’illuminazione e le infrastrutture costruite per l’occasione (tra cui una passerella sul Po con statue, giochi d’acqua e persino un tapis roulant).
A Valle Giulia si organizzarono grandi esposizioni, tra cui una rassegna internazionale d’arte contemporanea e una mostra etnografica sulle tradizioni delle regioni italiane
Firenze, infine, ospitò una “Mostra del Ritratto italiano dalla fine del XVI secolo al 1861”, che raccoglieva 1.000 opere che ritraevano personaggi dal Rinascimento all’epoca risorgimentale, e una “Esposizione Internazionale di Floricoltura”.













